kinderphilosophie_


INDISPENSABILE
trascrivere tutti gli interventi, prendere nota di scelte e risposte
 
RICORDIAMO CHE ...
  • non ci sono interventi giusti o sbagliati, quanto detto non è assolutamente valutato
  • è indispensabile restare in silenzio e ascoltare il pensiero di tutti
  • per intervenire si alza la mano e si attende il proprio turno
  • è importante seguire quanto si sta dicendo, perché ogni intervento dovrà raccordarsi con quanto è già stato argomentato
... SCEGLIERE...
Tu puoi scegliere.
Vivere o morire.
Ogni respiro è una scelta.
Ogni minuto è una scelta.
Essere o non essere.

(Chuck Palahniuk)
L'AGENDA
scegliere le frasi o le espressioni individualmente...
 
MIO CARO

estratto da NARCISO E BOCCADORO (HERMANN HESSE)

"Mio caro", bisbigliò, "non posso aspettare fino domani. Debbo prendere congedo da te e come congedo debbo dirti ancora tutto. Ascoltami un momento ancora. Volevo raccontarti della madre, che mi tiene le dita strette intorno al cuore. Da molti anni, creare una figura della madre è stato il mio sogno più caro e più misterioso, era per me la più santa di tutte le immagini, me la portai sempre in cuore, una figura piena d'amore e di piena di mistero.
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Ancora poco tempo fa mi sarebbe stato insopportabile il pensiero di dover morire senza aver realizzato questo mio sogno; tutta la mia vita mi sarebbe apparsa inutile. Ed ora guarda che strano destino: invece d'esser le mie mani a formarla e plasmarla, è lei a formare ed a plasmare me. Ha le sue mani intorno al mio cuore e lo stacca dal mio corpo s mi svuota; mi ha allettato a morire, e con me muore anche il mio sogno, la bella figura, l'immagine della grande Eva-Madre. La vedo ancora e, se avessi forza nelle mani, potrei darle forma. Ma essa non vuole, non vuole che io renda visibile il suo mistero. Preferisce che io muoia. Muoio volentieri: essa mi rende facile il trapasso".Narciso ascoltava costernato quelle parole e dovette chinarsi fin sul volto dell'amico per poter afferrarle ancora. Alcune giunsero indistinte, altre chiare, ma il loro significato gli rimase nascosto.Poi il malato spalancò gli occhi ancora una volta e fissò a lungo il viso dell'amico. Con gli occhi prese congedo da lui. E con un movimento, quasi tentasse di scuotere la testa, sussurrò: "Ma come vuoi morire un giorno, Narciso, se non hai una madre? Senza madre non si può amare. Senza madre non si può morire." Ciò che mormorò ancora in seguito non fu più comprensibile. Le due ultime giornate Narciso rimase seduto al suo letto giorno e notte, e lo guardò spegnersi. Le ultime parole di Boccadoro gli bruciavano nel cuore come fuoco.
IL BRUCO ED ALICE

estratto da Carroll Lewis, Le avventure d'Alice nel paese delle meraviglie

Il Bruco ed Alice si guardarono in faccia per qualche istante senza far motto; finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò con voce languida e sonnacchiosa.”Chi siete voi?” disse il Bruco.Questa domanda non invitava troppo a una conversazione.
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Alice rispose con un po’ di timidezza, “Davvero io—io non saprei dirlo ora—so almeno chi ero quando mi levai questa mattina, ma d'allora in poi temo essere stata scambiata più volte.""Che cosa mi andate contando?" disse il Bruco con voce austera. "Spiegatevi meglio!""Temo non potere spiegarmi," disse Alice, "perché non sono più me stessa, com'ella vede.""Io non vedo," rispose il Bruco."Temo che non mi sarà dato di spiegarmi più chiaramente," soggiunse Alice con modo assai gentile, " perché io non so capirla neppur io dopo essere stata mutata di statura tante volte in un giorno, ciò confonde davvero.""Non è vero," disse il Bruco.“Bene, forse non se n'è ancora accorto,” disse Alice, “ma quando ella sarà mutata in crisalide—e ciò le accadrà un giorno,—e poi diverrà farfalla, ciò le sembrerà un pò strano, non è vero?”“Niente affatto,” rispose il Bruco.“Eh! forse i suoi sentimenti saranno diversi da' miei,” replicò Alice; “ma quanto a me mi parrebbe molto strano.”“A voi!” disse il Bruco con disprezzo. “Chi siete voi?”E ciò li ricondusse da capo al principio della conversazione. Alice si sentiva irritata alquanto veggendo che il Bruco le rispondeva secco secco, e s'impettorì come una matrona romana, e dissegli gravemente, “Perché non comincia lei, a dirmi chi è?”
Stadio - Libero Di Cambiare

Libero dal tempo e dalla vita

mia che vola … non sono no dal colore della pelle che Dio ci dà … che Dio ci dà . nemmeno dalla pioggia che cade giù … viene giù tutto bagnato penso, e guardo su
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… libero di fare tutto quello che mi pare lo so … che non si può infatti poi mi stanco, vorrei, ma mi addormento e sogno … che fantasia sogno che con le ali io volo via, scappo via da questo mondo marcio, dall’ipocrisia scappo via … ma poi mi sveglio e son io, libero di cambiare io e di parlare perdio, di non votarti più ma poi mi sveglio e son io libero di pensare io e non ci credo che il mondo non si può cambiare più … Libero dal male e da tutti quei giornali lo so che non si può e se un colpo di vento fa nascere un sentimento … io muoio per lei e poi con lei io sogno che volo via, scappo via da questo mondo senz’amore io volo via, scappo via … ma poi mi sveglio e son io, libero di cambiare io e di parlare perdio, di non votarti più ma poi mi sveglio e son io libero di pensare io e non ci credo che il mondo non si può cambiare più …
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Lucio Dalla | Aquila

Che buio è mai questo

E cos'è questa forza che mi spinge Che mi costringe ad andare avanti Che cos'è questo trucco che mi obbliga ad uscire Cosa vedo laggiù o lontano



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Chissà se mio padre e mia madre mi stanno aspettando E che razza di combinazioni troverò E se vale la pena a tentare Lassù sembra tutto tranquilloTe lo credo finché continuo a volare Sotto sembra che ci sia una grande campagna O dato che è buio potrebbe anch'essere il mare Meno male che ci sono delle luci laggiù Però nel buio mi ero quasi perduto Poi sono un po' stanco Comunque manca solo un minuto Ecco che sono nato ma che scherzo peròMi fermo un momento anzi riparto oppure non so Appena nato già vivere mi piace Mi piace come suona la mia voce Ho freddo ma ho il paltò Le scarpe da tennis il ciuffo rosso sul paltò Sta arrivando qualcuno devo nascondere le ali Che non userò E tu chi sei, perché mi stai guardando Nessuno mi ha mai guardato cosi' Lei ride, si alza, si sta avvicinandoE poi in silenzio rimane lì Forse l'amore comincia in silenzio E aprire e chiudere le ali Va bene guardami che t'insegno a volare Non guardare giù Fra poco finiranno le nuvole Non voltiamoci
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tratto da LA CONOSCENZA DELL'UOMO ( Alfred Adler )

Se, in questo caos della nostra formazione, cerchiamo di scoprire chi abbia avuto più occasioni di raggiungere la conoscenza dell'uomo, dobbiamo constatare che si tratta proprio di persone che hanno mantenuto intensi rapporti di relazione, sviluppando contatti con i propri simili, ossia di ottimisti o almeno di pessimisti contingenti non ancora frustrati dalla rassegnazione.
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Il semplice contatto umano non è però sufficiente: esso deve essere integrato dall'esperienza. Per concludere, visto che la nostra educazione è incompleta e talora permeata di errori, si può dire che la vera conoscenza dell'uomo è oggi limitata ad un solo tipo di individuo, il "peccatore pentito"; ossia a colui che ha potuto sperimentare tutte le soluzioni devianti della vita psichica o che, almeno, le ha sfiorate ed è riuscito a salvarsi. Si potrebbe prendere in considerazione anche il tipo umano che, per la sua natura particolarmente sensibile, è in grado di comprendere una dimostrazione che gli sia effettuata. Tuttavia chi ha fatto esperienza diretta di ogni forma di passione resterà sempre il miglior conoscitore dell'uomo. Non soltanto ai nostri giorni, ma anche all'epoca in cui si andavano sviluppando le religioni, il "peccatore pentito" è stato l'individuo capace di guadagnarsi una maggiore considerazione, tanto da porsi al di sopra dei "giusti". Se ci chiediamo il motivo di tutto ciò, non possiamo prescindere dal fatto che soltanto chi ha saputo superare le difficoltà dell'esistenza e ha trovato la forza di elevarsi e di scrollarsi di dosso tutte le brutture in cui era immerso, può arrivare a conoscere il bene e il male della vita. In questo nessuno, e tantomemo il giusto, può eguagliarlo.
Max Pezzali / 883 - Lo strano percorso (Official Video)
C'è un tempo per i baci sperati, desiderati tra i banchi della prima Bocchiali grandi, sempre gli stessi, un po' troppo spessi per piacere ad una così nell'ora di lettere guardandola riflettere sulle domande tranello della prof non cascarci, amore, no!

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C'è un tempo per i primi sospiri tesi insicuri, finchè l'imbarazzo va via,

col sincronismo dei movimenti, coi gesti lenti conosciuti solo in teoria,come nelle favole, fin sopra alle nuvole,convinti che quell'istante durerà da lì all'eternità...Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro, un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiareniente resta com'è.C'è un tempo per il silenzio/assenso, solido e denso, di chi argomenti ormai non ne ha piùfrasi già dette, già riascoltate in 1000 puntate di una soap-opera alla TV sarà l’abitudine, sarà che sembra inutilecercare tanto e alla fine è tutto quiper tutti è tutto qui...Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro, un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiareniente resta com'è. C'è un tempo per qualcosa sul viso, come un sorriso,che non c'era ieri e oggi c'èsembrava ormai lontano e distante, perso per sempre, invece è ritornato con te, con te che fai battere il cuore, che fai vivereil tempo per tutto il tempo che verrà nel tempo che verrà…
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